L'ho affrontato quasi in punta di piedi, sull'onda delle emozioni ritrovate, e rinnovate, qualche settimana fa, ne "La notte che Pinelli" di Adriano Sofri e, soprattutto, dopo l'incontro al Quirinale tra la vedova Pinelli e la … C’era bisogno di un russo, questa volta, così distante nell’alfabeto, nella geografia e nella storia, per commentare qualcosa di così vicino, nella storia, nella geografia e nel cuore. “ Spingendo la notte più in là ” di Mario Calabresi è un libro che va a toccare un nervo scoperto della storia italiana ed è un libro semplice carico di rabbia ma anche di amore, coraggio e speranza. GAIA – Il pianeta Terra e il clima che cambia. Ho aspettato anni l’occasione per poterla sfoderare in tutta la sua terribile e acutissima verità, ed eccola qui. Spingendo la notte più in là. È la mattina del 17 maggio 1972 quando spararono al commissario Luigi Calabresi cambiando la vita di una famiglia e facendo sprofondare l’Italia negli “anni di piombo”. Fermo con gli occhi fissi sul ghiaccio prima trovai il nonno, poi papà Gigi. Le nostre storie potevano essere simili, storie di bambini cresciuti nella Milano di piombo stretta nella morsa dei moti proletari che - tra cortei ed attentati - hanno generato incubi, paure ed angosce come il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso aveva fatto coi nostri nonni. Possibilmente non da una solta prospettiva. La lettura del libro Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là. Mescolando cronaca e storie famigliari, a partire dalla propria, ci parla di chi ha pagato il prezzo più alto degli “anni di piombo”. Hanno ripreso così le loro vite, si godono le loro famiglie, alcuni siedono anche a Montecitorio. Per molto tempo ho oscillato tra la lezione di mia madre e una sorda voglia di prendere tutto a calci. Venne accusato dall’opinione pubblica di sinistra di responsabilità nella morte di Giuseppe Pinelli che era stato tenuto illegalmente per giorni in questura e che precipitò dalla finestra di un ufficio del quarto piano. A spizzichi e bocconi, sì, a brani. Acquista il libro Spingendo la notte più in là. SOCIAL. Di fatto, sostiene Mario – nel frattempo divenuto giornalista affermato – per coloro che di fatto aprirono la stagione terribile degli anni di piombo, così come per i responsabili di altre vittime – dal vicebrigadiere Antonio Custra al giornalista Walter Tobagi, al giuslavorista Mario Biagi e tanti altri – è esistita una “fine pena” registrata con un timbro ufficiale. Il fatto è noto: un ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli viene fermato dal Commissario Calabresi per la strage di Piazza Fontana; è interrogato nei locali della Questura di Milano in Via Fatebenefratelli, trattenuto anche illegalmente, è stremato, affamato, stanco provato dopo tre giorni di interrogatorio non facile, compie un volo di tre piani e si schianta sul pavimento cadendo da una finestra. recensione "spingendo la notte più in là" il 12 dicembre 1969 a Piazza Fontana a Milano, esplose una bomba nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura e il Commissario Calabresi si trovò ad essere fra i poliziotti addetti alle indagini. C’è una piccola aiuola che funge anche da spartitraffico tra un vasto parcheggio in superficie e una strada Via Cherubini, in una zona di Milano molto animata in prossimità di una via vivacissima e piuttosto chic Corso Vercelli, su quel triangolo verde sorge una targa a memoria di un 17 maggio del 1972 quando una mattina un commissario della Prefettura Luigi Calabresi, sposato e con due figli piccoli e un terzo in arrivo, uscito di casa per andare in questura venne ucciso con due colpi sparati alle spalle. Da sempre gli svariati programmi televisivi e le svariate testate giornalistiche fanno a gomitate fra loro per raccogliere le parole degli, C’è una piccola aiuola che funge anche da spartitraffico tra un vasto parcheggio in superficie e una strada Via Cherubini, in una zona di Milano molto animata in prossimità di una via vivacissima e piuttosto chic Corso Vercelli, su quel triangolo ver, Anche a me e piaciuto molto così sobrio e commovente molto di più di quello di Benedetta Tobagi, Eh, già. più in là. Non Fiction: acquista su IBS a 13.78€! Spingendo la notte più in là ... dei suoi fratelli e della madre dopo la barbara uccisione del padre, il famoso commissario Calabresi, reo, agli occhi manipolati della società, dell’omicidio dell’anarchico Pinelli. Nella stupida leggerezza con cui diciamo cose che non pensiamo e che quando si tramutano in azioni fanno disastri, a volte irrimediabili e devastanti. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo è un libro di Mario Calabresi pubblicato da Mondadori nella collana Strade blu. Spingendo la notte più in là parla alla coscienza di tutti noi, mi fa vergognare di aver ascoltato e persino canticchiato la cialtronesca canzone di Claudio Lolli che racconta la morte di Pinelli secondo le veline di Sofri e di Lotta Continua. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo di Mario Calabresi in offerta; lo trovi online a prezzi scontati su La Feltrinelli. Ma tocca proprio scomodare un russo, questa volta. L’inchiesta sulla morte di Pinelli, condotta dal giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio, terminò il 27 ottobre 1975 con una sentenza assolutoria per Calabresi; il 28 luglio 1988 Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi, militanti di Lotta Continua, furono arrestati per l’omicidio Calabresi in seguito alle accuse del pentito Leonardo Marino, alcuni hanno scontato la pena, altri sono latitanti. Ora è vicino al diavolo, ora è vicino al santo. Un po’ di Dostoevskji, un assaggio di Pasternak, qualcosina-ina-ina di Gogol e Cechov, forse qualcos’altro che ora non ricordo. He does not want you to follow him so you've been blocked. Non per intero, per lo meno. "Il 17 maggio 1972, mentre usciva di casa, il commissario Luigi Calabresi venne ucciso con due colpi di pistola, uno alle spalle e uno alla nuca. Un po’ di Dostoevskji, un assaggio di Pasternak, qualcosina-ina-ina di Gogol e Cechov, forse qualcos’altro che ora non ricordo. Chi cerca la chiarezza, la verità dei fatti, la parola definitiva su tanti dolorosi “misteri” della nostra storia recente non le troverà in questo libro, forse per scelta, forse perché quello che pare vedersi in trasparenza è soprattutto la necessità di Calabresi di scrivere per affrontare fantasmi privati della propria storia privata, condividendo questo dolore. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo” di Mario Calabresi recensione di Luigi Gaudio in mp3, disponibile anche in formato wma. Con le musiche di Arturo Annecchino, viene reso onore al tono delicato ma … Il medesimo uomo diventa, in età differenti, in differenti situazioni, completamente un’altra persona. Poca roba, davvero. Luigi Calabresi era nato a Roma il 14 novembre 1937. Sei sicuro di voler cancellare questo elemento? PASSA non va mica bene. Non c’è soltanto la voce di chi ci ha tolto tanto senza che nessuno sembra più farci caso o averne memoria”. Non Fiction), 562 total contributions […] A me sembra che la società in generale abbia solo un rispetto formale per noi e per chi è morto, sintetizzabile nella formula ‘il dolore dei parenti’”. Omicidio, suicidio, istigazione al suicidio, incidente? ), “Pagata la pena si è liberi, ma non sono finite le responsabilità: questa idea non corrisponde alla realtà.”, “Non si può ammazzare in nome della classe operaia, in nome di un’ideologia. Ultima nota sul titoloSpingendo la notte più in là è un titolo bellissimo ma è anche un verso di una poesia composta da Tonino Milite poeta e compagno della vedova Calabresi che farà da padre ai tre figli orfani. "Spingendo la notte più in là. Perché proprio lui, il Commissario che aveva provato a cercare un dialogo con i manifestanti nei cortei, con i brigatisti nelle stanze della questura. Affascinante, utile a comprendere il punto di vista dei familiari delle vittime di terrorismo e ciò di cui sono stati defraudati. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo", il libro di Mario Calabr Da sempre gli svariati programmi televisivi e le svariate testate giornalistiche fanno a gomitate fra loro per raccogliere le parole degli ex criminali, ma quasi mai nessuno si è preoccupato di porgere un microfono o un taccuino a chi, dopo aver seppellito un padre, un figlio o un fratello, ha dovuto ricaricarsi la vita sulle spalle e andare avanti. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo, Mondadori, 2007, p. 130, se appena si fa agire un pochino il principio della intermittenza del cuore, suscita tanta commozione, ma subito dopo ha un benefico potere curativo – Tracce e Sentieri L’1 ottobre 1970, una settimana prima dell’inizio del processo per diffamazione contro il giornale conseguente alla denuncia di Calabresi ma destinato a trasformarsi in un processo contro di lui, scrive: “Siamo stati troppo teneri con il commissario Calabresi. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo" di Mario Calabresi. Letto pochissima letteratura russa, finora, io. La sua vita è uno spartiacque, un promemoria, che mi fa sgorgare un ricordo di una poesia letta alcuni anni fa: “Passa una vela, spingendo la notte più in là”. Egli si permette di continuare a vivere tranquillamente, di continuare a fare il suo mestiere di poliziotto, di continuare a perseguitare i compagni. la linea che separa il bene dal male (cit. Sconto 5% e Spedizione gratuita per ordini superiori a 25 euro. Non lo so. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo è un Libro di Mario Calabresi pubblicato da Mondadori. 'Spararono a mio padre alle 9.15, mentre apriva la portiera della Cinquecento blu di mia madre.' *I testi di Alessandro, insieme ai report degli altri volontari presenti in Palestina e Israele, Colombia e Albania naturalmente pubblicati anche sul sito di Operazione Colomba Libro Spingendo la notte più in là. È la storia che ci racconta in questo libro, già grande bestseller, il figlio del commissario Calabresi: la storia di una famiglia italiana ferita dal terrorismo. La mattina del 17 maggio 1972 a Milano, in via Cherubini, viene ammazzato un uomo la cui morte rimane una ferita aperta nella coscienza del nostro paese. È stato cronista parlamentare per l'Ansa, giornalista de La Stampa e de La Repubblica . recensione "spingendo la notte più in là" il 12 dicembre 1969 a Piazza Fontana a Milano, esplose una bomba nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura e il Commissario Calabresi si trovò ad essere fra i poliziotti addetti alle indagini. una vela, Ecco, per il solo fatto che questo libro contiene "la voce di chi non ha voce", le emozioni e i pensieri, di chi in tutti questi anni è stato abbandonato in un angolo, merita un elogio. Da tempo i segnali di tensione e pericolo crescente hanno fatto sì che la paura e persino l’angoscia siano diventati compagni di vita della famiglia composta da due figli piccoli – il maggiore, Mario ha soltanto due anni -, dal capofamiglia Luigi che allora ha trentacinque anni e da sua moglie Gemma Capra, incinta. Affascinante, utile a comprendere il punto di vista dei familiari delle vittime di terrorismo e ciò di cui sono stati defraudati. I miei complimenti, non so se al posto suo avrei avuto la stessa forza di animo. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Un elogio lo voglio fare all, c'è solo un nome, quasi sempre sbagliato. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo di Calabresi, Mario VIDEO LA7: In occasione dell'uscita di "Spingendo la notte più in là . Quella mattina salii con la prima funivia [...] Era il 15 dicembre 1969. c'è solo un nome, quasi sempre sbagliato. Nel corso della vita di un cuore quella linea si sposta, ora sospinta dal gioioso male, ora liberando il posto per il bene che fiorisce. A me basterebbe che quelle poche volte che mio padre è citato, quasi sempre in relazione alla famosa foto, non lo si facesse sbagliando nome e cognome : si chiamava Antonio e non Antonino, ci chiamiamo Custra e non Custrà. Leggi le recensioni degli utenti e acquistalo online su IBS. Recensione Il romanzo di Calabresi inizia con forza e in modo diretto e penetrante nel descrivere quella che oggi gli appare come la … SOCIAL. È un libro doloroso questo di Calabresi, che trascina chi legge in una sofferenza privata che nasce da una Storia che appartiene a tutti. Fu la vittima numero 14 degli anni di Piombo. (troppo lunga per diventare una didascalia da instagram, e troppo impegnativa, anche per una instagrammata facile con filtro inkwell, saturazione e contrasto al massimo ed effetto tilt-shift radiale – oh, ma quante ne so?). "Spingendo la notte più in là. La prima vittima del terrorismo puntata di La storia siamo noi” di Giovanni MInoli RAI sull’uccisione di Luigi Calabresi. È la mattina del 17 maggio 1972 quando spararono al commissario Luigi Calabresi cambiando la vita di una famiglia e facendo sprofondare l’Italia negli “anni di piombo”. We would like to show you a description here but the site won’t allow us. Poca roba, davvero. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo - M. Calabresi - Mondadori - Oscar BIS 1+1 | LaFeltrinelli. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Penso che voltare pagina si possa e si debba fare, ma la prima cosa da ricordare è che ogni pagina ha due facciate e non ci si può preoccupare di leggerne una sola, quella dei terroristi o degli stragisti, bisogna preoccuparsi innanzitutto dell'altra: farsi carico delle vittime, E questo Mario Calabresi lo dice in maniera chiara esplicita, con fermezza ma senza alcun spirito di vendetta, come un dato di fatto, odioso, ma ineluttabile, Perché dice Mario ci sono le istanze dei diritti degli ex terroristi a rifarsi una vita, ad essere reinseriti perché hanno pagato (chi lo ha fatto) e ora hanno diritto a riprendere in mano la loro vita e a vivere come gli altri ma chiede anche un po’ di silenzio, stare in disparte perché dice Esistiamo anche noi, ascoltateci! Recensione di Luigi Gaudio. una bellissima testimonianza che da un filo di voce a chi, la "guerra", che alcuni intavolarono in Italia fra anni '60 e '70, l'hanno solo subita inermi e, ne porteranno addosso le cicatrici, per il resto dei loro giorni. Oltre a “Spingendo la notte più in là“, ha pubblicato con uguale successo “La fortuna non esiste” e “Cosa tiene accese le stelle” e nel 2019 “La mattina dopo”. Schietto, umano e mai banale, l'autore racconta in prima persona la storia della sua famiglia e altre storie di famiglie vittime del terrorismo italiano anni '70-80. L’istruttoria terminò […] Quotes di Spingendo la notte più in là. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. c'è solo un nome, quasi sempre sbagliato. Facendo questo, però, si è dovuto scoprire, il suo volto è diventato abituale e conosciuto per i militanti che hanno imparato a odiarlo. Non arriva inaspettato quel giorno, il 17 maggio del 1972, per la famiglia del commissario Luigi Calabresi, arrivato a Milano alla fine del 1966, assegnato all’ufficio politico dove si occupa di eversione a partire dal 1968, motivo per cui ha partecipato anche all’indagine sulla strage di piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969. A loro è concessa una seconda opportunità di vita alle vittime, no nessun risarcimento perché la morte è un processo irreversibile. Francesca Marangoni, ad esempio, è un medico e suo padre, direttore sanitario del Policlinico di Milano, il 17 febbraio 1981 fu ucciso sotto casa dalle Brigate Rosse, accusato di essere servo dello Stato e della Dc, colpevole di aver testimoniato contro infermieri che con motivazioni politiche avevano creato dei danneggiamenti all’ospedale. Spingendo la notte più in là. Un uomo prosciolto dall’infamia che però non può godere della sua riconosciuta innocenza. Era sposato con Gemma Capra, che allora aveva 25 anni ed era in attesa del terzo figlio. Spingendo la notte più in là di Calabresi Mario (2007) Mario Calabresi è nato come me nella primavera del 1970. Ed è così che Mario ha provato a fare nella sua vita, allontanando la rabbia e l’odio, “spingendo la notte più in là”…. Alto Contrasto. Da Spingendo la notte più in là è stato tratto uno spettacolo teatrale, una lettura a più voci da lui diretta e in compagnia di Sara D’Amario, Roberto De Francesco e Biancamaria Lelli. Pubblicato da Mondadori, collana Oscar … Se davvero vogliamo conoscere la storia di quegli anni, nei quali probabilmente siamo nati ma di cui forse sappiamo pochissimo, non ci resta che ascoltare la voce di chi li ha vissuti da vicino. Add this book to your shelves to add content, /books/Spingendo_la_notte_pi%C3%B9_in_l%C3%A0/9788804568421/01d2ba3a2ffbd47ec5/. Niente di lui, niente di noi. Negli errori e nella capacità che abbiamo, sempre, di alzare lo sguardo e sorridere. Chi lo ricorda, in questa testimonianza misurata e toccante, è oggi un uomo, un giornalista che 46 anni fa era un bambino di non poco più di due anni, destinato, per mano violenta altrui, a diventare orfano di padre. Tutto intero non ne ho mai avuto il coraggio. Con le musiche di Arturo Annecchino, viene reso onore al tono delicato ma appassionato, intimista ma giornalistico del libro. È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo è un libro di Calabresi Mario , pubblicato da Mondadori nella collana Piccola biblioteca oscar e nella sezione ad un prezzo di copertina di € 10,00 - 9788804580447 Mario per anni serberà due ricordi, una sensazione felice per qualcosa che ha vissuto con suo padre la domenica precedente e poi, più nitido, quello che accadde quando un amico di famiglia varca la porta di casa e dice qualcosa a sua madre che urla. Ora, per onestà di giudizio e per equilibrare dovrei, dovrò leggere la versione di Adriano Sofri considerato il mandante dell’omicidio il suo libro La notte che Pinelli lui ha potuto dare la sua versione, a Calabresi qualcuno silenziò per sempre la voce. In casi come questi, ricorrenti, è sempre la loro madre a calmarlo, la donna che ha cercato da quel giorno di non coltivare mai l’odio nei suoi figli ma l’amore per la vita e il rispetto per le istituzioni, anche quando hanno mancato di attenzione, rispetto, sostegno e sensibilità. il fine pena lo hanno applicato a noi. Non ho mai capito chi gli abbia cambiato il nome e chi abbia aggiunto quell'accento, ma da trent'anni lo vedo storpiato ovunque. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. Quel 17 maggio, dopo essere risalito in casa – una volta per sistemarsi il ciuffo, una seconda per cambiare la cravatta rosa con una bianca, preferendola “perché ha il colore della purezza”, così sua moglie ricorda abbia detto –, alle 9.15 mentre apre la portiera della Cinquecento blu di Gemma gli sparano due volte, la prima alle spalle, poi alla nuca. La professionalità e la pacatezza dell'autore poi - nonostante tratti proprio della barbara uccisione del padre - non fanno trapelare dalle pagine nessun senso di acredine. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo - M. Calabresi - Mondadori - Oscar BIS 1+1 | LaFeltrinelli. Tocca scomodare i russi, questa volta. Acquista il libro Spingendo la notte più in là. Spingendo la notte più in là 27 Gennaio 2019 9 Maggio 2020 Luigi Gaudio contributi , contributi-italiano , Italiano , Lettere , Secondaria Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo, Libro di Mario Calabresi. Mi sono sentita italiana, nel bene e nel male. spingendo La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi. Libro Spingendo la notte più in là. Bisognava scommettere tutto sull'amore per la vita. È doloroso che si sottolinei come la necessità di voltare pagina debba essere accompagnata da un ascolto pari dedicato alle due parti, lì dove invece gli scaffali dedicati a quegli anni, dice l’autore, siano pieni ma spesso a senso unico, lì dove i racconti appartengano prevalentemente a coloro che hanno ucciso, delle vittime quasi non ce ne sono, lì dove ci sono ancora quelli “che ci giocano, che continuano a frequentare pericolosi confini linguistici e a coltivare l’odio e il rancore”. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte. La lettura del libro Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là. È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Lei non ha mai trovato le parole per spiegare la storia del loro nonno ai suoi figli ed è amareggiata per come si è sentita trattata dopo l’omicidio, “I brigatisti si portano dietro un’aura di persone impegnate, di combattenti, invece erano dei poveretti che facevano la lotta armata per riscattare delle vite senza prospettive, gente povera di idee e di spirito. 18 Citazioni e frasi dal libro Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi - Anobii Spingendo la notte più in là è un titolo bellissimo ma è anche un verso di una poesia composta da Tonino Milite poeta e compagno della vedova Calabresi che farà da padre ai tre figli orfani. Dopo aver letto il libro Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi ti invitiamo a lasciarci una Recensione qui sotto: sarà utile agli utenti che non abbiano ancora letto questo libro e che vogliano avere delle opinioni altrui. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo di Mario Calabresi in offerta; lo trovi online a prezzi scontati su La Feltrinelli. *I testi di Alessandro, insieme ai report degli altri volontari presenti in Palestina e Israele, Colombia e Albania naturalmente pubblicati anche sul sito di Operazione Colomba Spingendo la notte un po' più in là Di Manlio 24/01/2008 in Attualità Ieri sera è andata in onda una puntata speciale della trasmissione Ballarò, condotta da Giovanni Floris, di approfondimento sugli anni di piombo centrata sul bel libro di Mario Calabresi "Spingendo la notte più in la". E per chi rimase fu qualcosa di molto simile a un naufragio, a un evento senza ritorno, una voragine in cui si può sprofondare per sempre. È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". E la citazione è la seguente, aperte virgolette: Chiuda pure il libro a questo punto il lettore che si aspetta di trovarvi una rivelazione politica. A me basterebbe che quelle poche volte che mio padre è citato, quasi sempre in … Passeranno anni prima che ne parli con sua madre, serviranno poi i processi per affrontare brutalmente i fatti di quel giorno. Spingendo la notte più in là. La posta la ritira Luigi al mattino presto, facendo attenzione che lei non legga le lettere e i messaggi che arrivano ogni giorno, sui muri compaiono scritte esplicite che lo indicano come il commissario “assassino” e il giornale “Lotta Continua” non risparmia accuse e vignette. Fermo con gli occhi fissi sul ghiaccio prima trovai il nonno, poi papà Gigi. Schietto, umano e mai banale, l'autore racconta in prima persona la storia della sua famiglia e altre storie di famigli, Un libro che ci aiuta a comprendere cosa hanno provato e cosa provano i familiari delle vittime del terrorismo. Luigi Calabresi è stato un poliziotto italiano, un funzionario di Polizia. Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi Nella risposta di Corrado Augias hanno forse finalmente trovato la comprensione che cercavano: "Le cose stanno proprio come questa lettera dice: passati alcuni anni in carcere, i brigatisti coinvolti allora in fatti di sangue tornano in libertà. Recensione Il romanzo di Calabresi inizia con forza e in modo diretto e penetrante nel descrivere quella che oggi gli appare come la … La sua vita è uno spartiacque, un promemoria, che mi fa sgorgare un ricordo di una poesia letta alcuni anni fa: “Passa una vela, spingendo la notte più in là”. SPINGENDO LA NOTTE PIU' IN LA'- Mario Calabresi È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo di Calabresi, Mario; lo trovi in offerta a prezzi scontati su Giuntialpunto.it Libro Spingendo la notte più in là. Da Spingendo la notte più in là è stato tratto uno spettacolo teatrale, una lettura a più voci da lui diretta e in compagnia di Sara D’Amario, Roberto De Francesco e Biancamaria Lelli. Ma soprattutto esprimono lo sforzo compiuto una madre per permettere ai suoi figli, privati del padre in circostanze così drammatiche, di non farsi derubare oltre coltivando sentimenti di rabbia, odio e vendetta. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo", il libro di Mario Calabresi Mario Calabresi, Corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, è il figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio 1972 a Milano. I versi che danno il titolo a questa specie di mémoire del giornalista Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi – “papà Gigi” – vittima di un attentato, il primo eseguito con la stessa tecnica utilizzata negli anni successivi dalle Brigate Rosse e da altri gruppi di sinistra, sono tratti dalla raccolta L’intermittenza del giallo di Tonino Milite, l’illustratore e poeta che sposò la vedova del commissario e ne ha cresciuto i tre figli. In occasione dell'uscita di "Spingendo la notte più in là. Anche un lungo elenco di intellettuali (l’intellighenzia) (tra i quali lo scrittore Erri De Luca dice Mario Calabresi) firmò sull’Espresso un documento contro il commissario torturatore. Perché proprio Calabresi? Per loro invece, “le vittime”, questa fine pena non è mai arrivata, quello che è stato loro tolto è stato tolto per sempre. A me basterebbe che quelle poche volte che mio padre è citato, quasi sempre in relazione alla famosa foto, non lo si facesse sbagliando nome e cognome : si chiamava Antonio e non.